Eleonora Frida Mino
Eleonora Frida Mino
attrice e autrice

Data pubblicazione intervista:

21/03/2018

Eleonora Frida Mino è autrice e attrice. Prima di dedicarsi in toto al teatro è stata avvocata. Dopo un decennio di esperienza nel teatro ragazzi ha intrapreso un percorso personale intrecciando la legge e il palcoscenico con cui nel 2012 ha ricevuto la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il suo percorso di donna e artista. Quali elementi differenziano la professionalità di una donna da quella di un uomo?

“Non saprei giudicare la sensibilità maschile. Ho lavorato con tante autrici che hanno una sensibilità maggiore rispetto a quella maschile, ma dipende molto dai temi; quando tratto tematiche incentrate sulle donne mi confronto con colleghe invece rispetto ad altri argomenti, ad esempio per il mio spettacolo su Falcone, ho lavorato benissimo con l’attore Davide Viano e lo scenografo Lucio Diana che hanno una sensibilità superiore alla media degli uomini”.

Tra la vocazione artistica e la raggiunta autonomia c’è stato un divario? Ha fruito del sostegno della famiglia?

“Vengo da una famiglia di tradizione giuridica ed è stato naturale scegliere di studiare giurisprudenza, ma in parallelo ho frequentato una scuola di teatro; nel momento in cui ho iniziato a recitare nel teatro ragazzi mi sono trovata con due mestieri a giorni alterni. Sono stata fortunata, ho fatto la pratica da avvocato in uno studio che retribuiva adeguatamente il lavoro da praticante, è cosa rara; lo studio in cui mi sono trovata benissimo si chiama Tosetto, Weigmann e Associati. Quando ho fondato l’Associazione La Bonaventura, la mia compagnia teatrale, per un parecchio tempo ho continuato ad essere anche avvocata, sì, c’è stato uno iato prima di essere economicamente indipendente soltanto con il teatro. Rispetto alla mia famiglia, ora sono molto orgogliosi di me, ma io mi sono messa presto in condizione di non dover chiedere; non è che mi abbiano obbligato a studiare giurisprudenza, dopo la laurea ho anche preso un diploma in magistratura, il diritto mi è sempre piaciuto e i miei familiari non hanno assunto una posizione contraria però si aspettavano che facessi qualcos’altro. L’attrice e l’avvocata, per anni queste due parti di me si sono fatte la guerra e io mi imponevo di essere o l’una o l’altra cosa, poi ho smesso e sono giunta, pacificata, ad una sintesi tra le due facce della mia personalità”.

Racconti, se si è verificato, un episodio determinante per la sua scelta professionale.

“La scintilla è scoccata quando ho incominciato ad andare a vedere gli spettacoli del Teatro dell’Angolo al Teatro Araldo di Torino, scoprendo il teatro ragazzi e certi attori come Pasquale Buonarota, Alessandro Pisci, Roberta Triggiani, Nino D’Introna, Giacomo Ravicchio. Mi ero appassionata tantissimo al punto da frequentare la scuola Sergio Tofano diretta da Mario Brusa; poi con Fabrizio Odetto, Davide Viano, Ilenia Speranza abbiamo fondato l’associazione e il nostro primo spettacolo, “Cera una svolta”, è stato affidato alla regia di Pasquale Buonarota che mi ha assegnato un ruolo maschile. Era la stagione 1999-2000 e ricordo quella sfida come una bellissima esperienza”.

Investimenti privati e finanziamenti pubblici: cosa pensa della relazione tra denaro e cultura?

“Finché non ci sarà un modello di defiscalizzazione serio è molto difficile che i privati decidano di investire, l’ente pubblico non ha più risorse, andrebbe rivisto tutto il sistema e il sostegno alla cultura, sia da parte del pubblico sia del privato, dovrebbe essere considerato una cosa normale. Sono stata per un po’ a Nantes in Francia, lì tutto è più semplice, nei quartieri si organizzano operazioni produttive importanti con naturalezza. Sono sconcertata dal fatto che i primi tagli dei governi siano sempre rivolti al comparto culturale”.

L’essere donna è stato un vantaggio, un ostacolo o un aspetto ininfluente?

“Un aspetto ininfluente per il lavoro ma penso che la femminilità sia una grande marcia in più e se rinascessi vorrei ancora essere donna”.

Quali argomenti privilegia e a cosa sta lavorando?

“La giustizia, la resistenza alla malavita organizzata; attualmente mi occupo della relazione tra donne e mafia, camorra, ‘ndrangheta. Il calendario aggiornato e i progetti sono sul mio sito http://www.eleonorafridamino.com/ e poi uso parecchio e con profitto facebook. Parteciperò al festival GiocateatroTorino 2018”.

Ha qualche consiglio da dare ad artiste emergenti?

“Trovare una buona sintesi tra lo studio e il cuore, serve tanta passione ma è indispensabile conoscere anche la storia”.